Un nuovo venerdì di sangue ha segnato oggi il Pakistan quando due kamikaze si sono fatti esplodere a 15 secondi l'uno dall'altro in due punti vicini dell'affollato Bazar RA di Lahore (Pakistan orientale), causando 48 morti e circa 140 feriti. Le prime due esplosioni, le più micidiali, sono state seguite in serata da altri due attacchi nella zona del cosidetto Moon Market, nella Iqbal Town, che al momento dello scoppio era affollato. Il bilancio, stando all'emittente GeoTv, è di almeno quattro feriti ma l'impatto psicologico su popolazione con i nervi a fior di pelle è stato ben più pesante. I due attentatori suicidi autori della strage di questa mattina, ha detto la polizia, sono andati a piedi verso gli obiettivi, facendo saltare le cariche che avevano indosso fra la gente che stava entrando in una moschea per la preghiera e vicino ad una fermata dell'autobus a ridosso del mercato, dove erano fermi alcuni veicoli militari.
Il duplice attacco è stato poi rivendicato per telefono a GEO Tv da una persona che ha detto di parlare a nome dei talebani. Nessuna rivendicazione invece per gli altri due attacchi. Testimoni hanno riferito che prima delle esplosioni del bazar RA si sono sentite raffiche di armi automatiche in una attugua zona residenziale e commerciale dove molti organismi militari e della sicurezza hanno strutture di appoggio. La zona, dove si sono verificati crolli e incendi, è stata immediatamente isolata, mentre sul posto sono giunti soccorritori, vigili del fuoco e ambulanze che hanno fatto per ore la spola con gli ospedali. La nuova catena di attentati, giunta all'indomani della partenza del presidente afghano Hamid Karzai, che ha visitato Islamabad, sembra destinata a rinfocolare le tensioni con l'India perchè in allusione indiretta a questo paese il prefetto di Lahore, Khusro Pervez, ha visto dietro le bombe «potenze straniere implicate nel terrorismo». Un alto ufficiale della sicurezza pachistana, che però ha chiesto di non essere identificato, ha detto che il bilancio dell'attentato del bazar è di 48 morti, di cui 18 militari, e 134 feriti. Altre fonti investigative, per parte loro, hanno reso noto che fra gli obiettivi dei kamikaze c'erano anche alcuni veicoli militari e che per questo molti soldati sono morti e decine sono rimasti feriti. Inoltre Mohammad Shafiq, capo della polizia speciale criminale, ha precisato che «sono state ritrovate le teste degli attentatori suicidi».
È la seconda volta in pochi giorni che Lahore, per dimensioni la seconda città del paese dopo Karachi e capitale culturale del Pakistan, è in emergenza terrorismo. L'8 marzo, infatti, in un attentato contro una sezione speciale per interrogatori della polizia, erano rimaste uccise 18 persone. Negli ultimi due anni e mezzo il governo pachistano ha cercato di contrastare l'espansione dei talebani nel paese ma ha dovuto far fronte ad oltre 3.000 attentati che hanno causato 5.200 morti. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha condannato i sanguinosi attacchi di oggi affermando che niente «può giustificare atti di violenza coì inumani ed indiscriminati». Il premier russo Vladimir Putin, in visita a New Delhi, ha detto che «i gruppi terroristici attivi in Afghanistan e Pakistan sono elemento di preoccupazione per la regione e per il mondo intero».