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Mikkelsen è il miglior attore, Stratan
e Flutur le migliori attrici. Reygadas
il miglior regista. Per il «Reality»
dell'italiano c'è il secondo premio.
E' il bis dopo «Gomorra» nel 2008.
Sul red carpet sfilata con la pioggia. + Su Twitter gli scatti del dietro le quinte postati da Jacob / FOCUS Cannes VIDEO Le prime clip di "Reality" di Garrone/+ La favola dell'attore ergastolano
chiude secondo. Il podio senza italiani. Pinotti vincitore di tappa. FOCUS Giro d'Italia 2012/FOCUS Risultati di tappa/FOCUS Le classifiche /FOCUS Albo d'oro
OPINIONI Vatican Insider sul New York Times CALABRESI / Il collante perduto GARELLI
All'Angelus proteste contro il Papa che non la cita. «Una vergogna».
dalle compagnie di navigazione. E i negozi sono rimasti chiusi fino alle 11 per solidarietà.
britannici. La polizia inglese: le minacce sono credibili, sono già stati compiuti sabotaggi
Gli Usa: "Atto vile di un regime illegittimo". Il governo siriano: non sono state le truppe di Assad
Da gennaio a oggi, la Commissione per la qualità della legislazione si è riunita solo due volte, per mezz'ora. La Regione ha 1900 dirigenti, ma alcuni uffici sono "vuoti"
L'ex ministro del Turismo lancia un appello all'esecutivo: "Riconosca lo status di essere senzienti agli animali e porti in Europa una nuova cultura"
Ammonta a 100 miliardi la spesa pubblica potenzialmente aggredibile nel breve periodo, mentre è di 300 miliardi quella che richiede un intervento al lungo periodo. Purtroppo è lo stesso ministro Giarda ad ammettere che chiedersi quali sono i settori nei quali ci sono gli sprechi maggiori di denaro pubblico è "una domanda difficilissima"
Il presidente della Regione Lombardia replica alle accuse contenute nei verbali del faccendiere Daccò e contrattacca: "Questi attacchi continueranno ma falliranno come sono sempre falliti finora"
La cancelliera tedesca, durante una lezione di geografia, ha collocato Berlino in Russia
Il film di Nichols è un romanzo visuale di fratellanza e avventura Ma non ci sono né sesso né politica. Quindi non piacerà alla giuria...
Red Bull prima davanti a Rosberg e alla Rossa di Alonso. Sesto Massa. Lo spagnolo da solo in testa alla classifia piloti
Il governatore sghignazza in tv mentre parla un terremotato: l’ha già fatto altre due volte. Ora il Pd teme le sue dimissioni per l’indagine sui finanziamenti al fratello
Il segretario democratico blocca il presidenzialismo perché ha paura: un leader eletto dal popolo non obbedirebbe ai partiti
Il governo vorrebbe affidare la giustizia disciplinare ai giudici laici scelti dal Parlamento cambiando le composizioni del Csm. Palazzo Chigi alla fine precisa: "Iniziativa inopportuna e non percorribile"
Solo un centinaio di persone alla convention dei "seniores". Il presidente della Provincia di Milano: "O si cambia o spariremo". Alfano doma i giovani: sarò il talent scout
Indagini in Vaticano. Il maggiordomo del Papa sta collaborando. È caccia al mandante e agli altri (tanti) "corvi" . Spunta il nome di una donna
Il gruppo anarchico italiano pronto a una "guerra di bassa intensità" per disturbare i Giochi. Settimana scorsa è stata sabotata la ferrovia di Bristol
Fantastica galoppata del belga che sfiora persino la maglia rosa Il canadese tiene e lancia l’assalto a Rodriguez nella cronometro
Scott Jovane porta nel gruppo il dna Microsoft. Gli obiettivi: creare un social network di idee e notizie, sfruttare la "nuvola" e rilanciare la pubblicità
Primo socio al mondo della Fisker: "La benzina serve a ricaricare le batterie Consumi annui? Un litro per 40 chilometri. Il pieno di corrente? Tre euro"
Ma i rockers non erano tutti di sinistra? Beh, il chitarrista della band più iconoclasta degli anni Settanta era un repubblicano fatto e finito
Il segretario convince la platea dei formattatori: "Non ho paura di voi, costruiamo insieme il futuro". E invita Cattaneo a far parte del suo staff
Il centrosinistra traballa. Nichi e Tonino mettono alle strette Bersani per non essere fagocitati dal Movimento 5 Stelle VIDEO: Crozza prende in giro Bersani
Ecco l'iter della riforma proposta da Berlusconi: mettendosi tutti d'accordo basterebbero 5-6 mesi
Nelle qualifiche, il tedesco è tornato re di Monaco. Ma a causa della penalizzazione rimediata nel Gp di Spagna, verrà retrocesso di 5 posizioni. In prima fila Webber e Rosberg. VIDEO Il Gp di Monaco del 1929
Il Pdl e Berlusconi propongono di trasformare la palude italiana in una Repubblica presidenziale. Bersani si dà alla fuga. Ma vale la pena di tenere duro
L'uomo era accusato di aver minacciato e picchiato la sorella. Il gip aveva disposto la sua detenzione a San Vittore. Ma il tribunale l'ha assolto per "totale vizio di mente"
A Pavia i "Formattatori" del Pdl chiedono un rinnovamento. A Milano convegno dei seniores a cui Berlusconi manda un messaggio: evitare contrasti interni
Il Pd dice che è tardi, ma per Alfano basta un emendamento
È la stessa percentuale di Maroni nella Lega. Difficoltà in casa per Bersani, Casini e Di Pietro
Vergassola: troppi miscugli nelle liste. Grillini ultima spiaggia
La cancelliera fa la spesa da sola. La senatrice con la scorta
Il messaggio deve essere chiaro: chi presta troppi soldi agli stati, finisce lui per rischiare grosso
Se ne sta parlando soltanto per narcotizzare l'elettorato
Cinque senatori e 16 deputati servono a Roma, non a casa
Guidi: non sono andato all'assemblea, ho un senso di déjà vu
Sulla pista dell'aeroporto di Firenze ha vinto Renzi, per ora
Un "delatore" racconte come è nata l fuoriuscita di lettere segrete dalla Santa Sede. "Ci sono cardinali, i loro segretari personali, i monsignori e i pesci...
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Mai nella storia della Formula 1 c'erano stati prima sei diversi piloti a vincere le prime sei gare. Grande gara della Ferrari. Alonso in testa al mondiale
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Megan Gale, meglio i baci che i capelliProtesta contro il fotoritocco: la barra di Photoshop sui cartelloniVaporidis e Laura: "passione" sul set della BreilIl canadese: "Ho capito di poter vincere il Giro a 5 chilometri dal traguardo. E' stato un Giro tremendo, molto duro, senza l'aiuto della Garmin non sarei mai riuscito a scrivere questa pagina di storia" Scarponi: "Qualcosa su cui recriminare c'è ma non è il momento di parlarne"
Lo spagnolo felice per la testa del campionato: "L'obiettivo era finire davanti a Vettel, la squadra ha fatto un grande lavoro". Il vincitore Webber: "Ho temuto la pioggia". Rosberg: "Stiamo progredendo". Domenicali: "Dedicata a chi sta soffrendo per il terremoto"
Federica è decima dopo le batterie, dietro alle altre azzurre De Memme e Nesti: "Non so perché ma ero stanca, non ne avevo più". Il medico della federnuoto: "Faremo accertamenti clinici"
"All'Europeo non siamo tra i favoriti - spiega il centrocampista azzurro - ma il nostro obiettivo è di arrivare fino in fondo. E ce la possiamo fare, perché abbiamo la stessa forza interiore della Juve". Maggio: "Superiamo il primo turno poi nulla ci è precluso"
Il boemo alla festa promozione del Pescara confessa che potrebbe cedere alla corte dei giallorossi e lasciare l'Abruzzo. Lunedì l'incontro
I tre sono gli attuali principali obiettivi del mercato bianconero: è cominciato il pressing sull'Udinese per il centrocampista e martedì parte la missione inglese per le punte di Arsenal e Liverpool
L'ex attaccante rossonero: "Cosa farò adesso? Ora penso al corso per allenatori, ma è una scelta difficile". Ma promette che un giorno tornerà nel club di via Turati: "Magari come dirigente"
Nel primo pomeriggio la squadra è decollata per tornare in Italia: la tournée è stata un successo. All'arrivo sarà il rompete le righe, a inizio luglio si riparte con il ritiro
Scarponi quarto nella classifica finale. La crono conclusiva è stata dominata da Marco Pinotti
Il c.t. campione del mondo non convoca il centravanti del Valencia e gli preferisce Negredo. Inseriti Pedro e Torres, la sorpresa è il terzino dell'Atletico Madrid. Fuori il talento Thiago Alcantara e gli infortunati Puyol e Villa
Mogli, fidanzate e flirt di calciatori sfileranno sulle tribune degli stadi di Ucraina e Polonia. Ma quale tra loro è la più bella? Lo decidete voi lettori, grazie al sondaggio di Gazzetta.it
Di Tora, Scozzoli, Rivolta e Magnini volano in 3'32"80, nuovo record italiano. Barbieri, Boggiatto, Bianchi e Mizzau seconde ritoccando il primato nazionale (4'01"92)
Il 39enne campione etiope è solo 7° nei 10.000: non andrà all'Olimpiade. Kszczot impressiona negli 800
Prima giornata del Roland Garros: il ligure batte il francese Mannarino per 6-0 7-5 6-1; la romagnola ha la meglio sulla Dellacqua; il romano cede in 5 set allo svizzero. Ok Del Potro, Tsonga, Ferrero, Stosur e Kuznetsova
L'australiano della Red Bull ha vinto il GP di Montecarlo davanti a Rosberg e Alonso che ora comanda da solo il Mondiale. Poi Vettel, Hamilton e Massa
Il 39enne scozzese vince per la terza volta in carriera a Indianapolis. Secondo Scott Dixon. L'ex ferrarista al debutto costretto al ritiro dopo una dozzina di giri perché andava piano
Il 31enne azzurro è secondo a Montpellier dietro il russo Balandin: "Dedicherò questi due mesi a perfezionare i dettagli, ma io sono speranzoso"
Arrivano intimidazioni dal sito anarchico. Secondo il Mail on Sunday il movimento italiano si sarebbe già reso protagonista di due azioni di sabotaggio in Gran Bretagna per disturbare l'evento in programma da fine luglio
Il 16enne marchigiano batte l'uzbeko Ismailov in tre set e si porta a casa la coppa degli Internazionali d'Italia Under 18. L'ultimo successo italiano era stato 5 anni fa con Trevisan
L'esterno di Veroli, ex di Caserta e capitano di Pavia, è finito col muso della sua auto in un canale sulla Pontebbana, all'altezza di Orcenico (Pordenone). Probabile un malore o un colpo di sonno. Aveva 31 anni
Il play trascina i Celtics con Philadelphia in gara-7, 85-75, con 18 punti, 10 assist e 10 rimbalzi, decidendo la gara: è finale di Conference contro Miami
Stasera il ceco partirà davanti a Checa, a Sykes e all'italiano della Ducati. Biaggi è 7°, Melandri 9°, Fabrizio 10°
Il francese consolida la sua leadership nel Mondiale, trionfando nel rally di Acropolis davanti a Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala. Fuori Jari-Matti Latvala e Petter Solberg
I due sono tra i primi dieci dei 32 rimasti in corsa per la vittoria finale dopo il day2. Ieri consegnati anche gli Ipt awards, dove l'ucraino ha trionfato
Nonostante abbia anche segnato, Ronaldinho è stato sostituito e contestato durante il 3-3 contro l'Internacional. In rotta con il tecnico Santana, potrebbe finire in Cina
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Un cecchino in tuta mimetica spara sulla folla da un tetto. Muoiono due ragazziSorpresa in Grecia, Nuova Democrazia sorpassa nei sondaggi la sinistra anti-europea di TsiprasGli osservatori delle Nazioni Unite, arrivati oggi in questa città una ventina di chilometri da Homs, hanno confermato che almeno 92 persone sono state uccise, di cui 32 bambini, e hanno chiamato in causa l'esercito. Gli inviati hanno infatti accertato "l'impiego dei cannoni di carri armati" nel bombardamento di Hula di ieri, ha affermato il capo della missione, il generale norvegese Roberto Mood, che ha definito l'episodio "una tragedia brutale" e ha evocato il pericolo di una "guerra civile" aperta.
Quasi a conferma dei suoi timori, l'Esercito libero siriano, composto essenzialmente da militari disertori, ha detto che manderà "al diavolo" il piano dell'inviato Kofi Annan se l'Onu non interverrà immediatamente per mettere fine alle violenze del regime e ha lanciato un appello ai "paesi amici" dell'opposizione siriana affinché lancino "raid aerei" contro le forze del presidente Bashar al Assad. Le quali, da parte loro, continuano la repressione. Secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, non meno di 40 persone sono state uccise anche oggi, sabato, diverse delle quali in manifestazioni in diverse città, in particolare Aleppo, Idlib e nei sobborghi di Damasco, contro il massacro di Hula.
"Chiunque essi siano, coloro che hanno cominciato, coloro che hanno risposto e coloro che hanno compiuto quest'atto deplorevole devono essere ritenuti responsabili", ha affermato il generale Mood, esortando "il governo siriano a non usare le armi pesanti e tutte le parti a mettere fine alle violenze sotto tutte le forme". "Questo uso sproporzionato della violenza è inaccettabile e imperdonabile", ha aggiunto il capo degli osservatori.
Il generale Mood non ha spiegato la dinamica del massacro. Secondo fonti dell'opposizione, le forze governative avrebbero bombardato ieri Hula per molte ore consecutive, per costringere i soldati dell'Els a ritirarsi. E successivamente bande di Shabiha, miliziani fedeli al regime, avrebbero avuto mano libera
nell'infierire sui civili.
In Siria si è creata una situazione "che la comunità internazionale non può più accettare", ha detto il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, che ha condannato il massacro insieme con il collega francese Laurent Fabius e con la Gran Bretagna. Terzi ha chiesto "l'immediata applicazione" del piano di pace di Kofi Annan, "a cominciare dall'assoluta cessazione delle violenze", e ha aupicato che torni presto a riunirsi il gruppo dei Paesi 'Amici della Sirià. Mentre il Consiglio nazionale siriano (Cns), il principale raggruppamento dell'opposizione, e il segretario generale della Lega Araba, Nabil al Arabi, hanno chiesto un intervento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
In una lettera al Consiglio di Sicurezza, ieri il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, aveva evocato anch'egli il rischio di un'aperta guerra civile, affermando che gli oppositori controllano ormai parti "importanti" del territorio e aveva detto di vedere la mano di "gruppi terroristi" in una serie di attentati avvenuti negli ultimi mesi, facendo appello a tutte i Paesi perché si astengano dal fornire armi o assistenza militare "a qualsiasi parte".
"Confermo che la persona arrestata mercoledì sera per possesso illecito di documenti riservati, è il signor Paolo Gabriele, che rimane tuttora in stato di detenzione". Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. È la prima volta che il nome del maggiordomo infedele del Papa viene ufficialmente comunicato ai giornalisti. I documenti riservati illecitamente detenuti dal maggiordomo infedele del Papa sono stati "rinvenuti nella sua abitazione in territorio vaticano", ha comunicato ancora padre Lombardi. Paolo Gabriele, ha aggiunto, "è cittadino vaticano". L'uomo "ha nominato due avvocati di sua fiducia, abilitati ad agire presso il Tribunale vaticano, e ha avuto la possibilità di incontrarli. Essi - ha spiegato - potranno assisterlo nelle successive fasi del procedimento. Egli gode di tutte le garanzie giuridiche previste dai codici penale e di procedura penale in vigore nello Stato Vaticano
L'inchiesta sulla fuga di documenti riservati dall'archivio del Papa, comunque, è giunta a una prima tappa. "Si è conclusa la prima fase di 'istruttoria sommaria' sotto la direzione del Promotore di Giustizia, professor Nicola Picardi, e si è avviata la fase di 'istruttoria formale' condotta dal Giudice istruttore, professor Piero Antonio Bonnet". Lo ha reso noto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ha precisato che "attualmente la magistratura ha contestato a Paolo Gabriele semplicemente il reato di furto aggravato. Siamo ad uno stadio molto iniziale del procedimento penale, perciò le quantificazioni di pene gravissime avanzate da alcune testate non hanno ragione di essere".
In Vaticano c'è "grande affetto per la famiglia di Paolo Gabriele, che è conosciuta e amata da tutti", ha continuato il portavoce della Santa Sede, formulando personalmente e con evidente commozione, "l'augurio che la sua famiglia possa superare questo momento". "Lo stato d'animo del Papa - ha poi aggiunto padre Lombardi rispondendo ai giornalisti - lo potete facile immaginare. Tutti quelli che, frequentando il Palazzo
Apostolico, hanno conosciuto Paolo Gabriele provano oggi dolore e stupore".
IL PAPA "ADDOLORATO E COLPITO" di Gianni Cardinale
In Vaticano è stata «individuata una persona in possesso illecito di documenti riservati». La persona in questione, un laico, è stata arrestata per ulteriori indagini tese a verificare un eventuale collegamento con la fuga di documenti riservati registrata negli ultimi mesi. La notizia è stata diffusa dal notiziario della Radio Vaticana di ieri in questi termini: «Rispondendo a delle domande della stampa, padre Federico Lombardi ha affermato che "l’attività di indagine avviata dalla Gendarmeria sulla diffusione di documenti riservati" vaticani "secondo istruzioni ricevute dalla Commissione cardinalizia e sotto la direzione del Promotore di Giustizia, ha permesso di individuare una persona in possesso illecito" di tale materiale. "Questa persona – ha aggiunto il direttore della Sala Stampa vaticana - si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti"».
Le fonti autorizzate vaticane, aggiungono, sempre verbalmente e non tramite comunicati ufficiali, che la persona «in stato di arresto» è un «laico». Dalle stesse fonti non viene invece confermata o smentita, per un senso di garantismo e rispetto ormai cancellata dalla memoria collettiva, l’identità della persona inquisita che varie agenzie di stampa nazionali e internazionali e testate online ieri hanno individuato in un giovane padre di famiglia, l’"aiutante di camera", una sorta di maggiordomo dell’appartamento pontificio, Paolo Gabriele.
La notizia ha destato comprensibilmente costernazione mista anche a incredulità. Non stupisce che il Papa, come riferisce l’Ansa citando fonti a lui vicine, sia rimasto «addolorato e colpito» dalla vicenda. Tutto sta ora a capire se i fatti fin qui verificati e i sospetti che gravano sull’indiziato verranno corroborati da prove inoppugnabili, che comunque saranno vagliate in primis dal promotore di giustizia, il professor Nicola Picardi, e poi, eventualmente, nel corso di un processo condotto dal sistema giudiziario dello Stato della Città del Vaticano. In quelle sedi si potrà stabilire se la persona in questione abbia effettivamente sottratto illecitamente documenti e se, poi, sia sempre lui una delle fonti o la fonte diretta o indiretta della fuga di carte, anche molto delicate, e della corrispondenza che negli ultimi mesi sono finiti nelle pagine di vari quotidiani e in quelle di un libro di recente pubblicazione. Per una «indagine autorevole» che facesse «piena luce» sulla «divulgazione in televisione, sui giornali ed in altri mezzi di comunicazione di documenti coperti dal segreto d’ufficio» Benedetto XVI ha disposto la costituzione della Commissione cardinalizia citata ieri dalla Radio Vaticana. Ne fanno parte i porporati Julián Herranz, designato a presiederla, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi. La Commissione si è insediata il 24 aprile ed è in base alle sue istruzioni e sotto la direzione del "pm" vaticano Picardi che la Gendarmeria vaticana – cui spettano compiti di polizia giudiziaria – ha fermato la persona arrestata.
Quanto sia alta la preoccupazione vaticana per le fughe di documenti si evince dai toni del comunicato rilasciato il 19 maggio in occasione della pubblicazione di un libro che ne conteneva una cospicua mole. Nella nota si denunciava come la «nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta più come una discutibile – e obiettivamente diffamatoria – iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminoso». E si confermava che «la Santa Sede continuerà ad approfondire i diversi risvolti di questi atti di violazione della privacy e della dignità del Santo Padre – come persona e come suprema Autorità della Chiesa e dello Stato della Città del Vaticano – e compirà i passi opportuni, affinché gli attori del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete, nonché dell’uso anche commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi e detenuti, rispondano dei loro atti davanti alla giustizia».
Affiancheranno in generale il personale della sicurezza nei luoghi cruciali dell'Incontro e ancora, aiuteranno l'ufficio stampa e gli educatori impegnati con i più piccoli al Congresso dei ragazzi. Le donne sono poco di più degli uomini. Oltre la metà ha meno di 35 anni, ma ci sono anche 32 senior che hanno superato i 70. Quattro su 5 vengono dall'Italia, gli ambrosiani sono 3688. E c'è chi si è messo in viaggio da Oltreoceano per dare una mano alle famiglie che incontrano il Papa: 184 vengono dall'estero (10 dall'Ecuador, 14 dal Kenya, 18 dal Brasile, 19 dalla Repubblica Slovacca, 21 dalla Spagna), ospiti durante i giorni di Family 2012 negli oratori insieme alle centinaia che provengono da tutta Italia.
Daranno un grande contributo anche i migranti che vivono nel capoluogo lombardo e nel territorio della diocesi di Milano. La comunità straniera più disponibile è stata quella filippina con 255 volontari. Il Pontificale di Pentecoste sarà trasmesso in diretta da Telenova News (canale 664), Radio Marconi e www.chiesadimilano.it. Radio Mater proporrà l'omelia dell'Arcivescovo in differita alle ore 12.30.
STRISCIONE LEGA SU AEREO: «BASTA TASSE»
Poco dopo l'arrivo del presidente del Consiglio Mario Monti a Bergamo, l'area in cui si tiene il giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza è stata sorvolata da un Piper a cui era stato legato uno striscione con la scritta "Basta Monti, basta tasse-Lega Nord".
COSI' MONTI RISPONDE ALLE CONTESTAZIONI
"Meditare anziché vociare": questa la risposta del premier ai contestatori che oggi a più riprese hanno disturbato il suo intervento in piazza Vittorio Veneto, a Bergamo, durante la cerimonia del giuramento della Guardia di finanza. In più punti del suo discorso si sono levate urla di dissenso tra cui '"Torna a Bruxelles", provenienti da esponenti presumibilmente di area leghista. Altre contestazioni, da parte dei centri sociali, sono state tenute a distanza dalle forze dell'ordine. "La crisi viene da lontano - ha detto Monti - può essere capita non cercando distrazione del vociare ma cercando di meditare".
"La lotta all'evasione fiscale non si fa con parole vacue o gesti di protesta", ha detto Monti. "Noi cittadini dell'Italia settentrionale e lombardi siamo spesso penalizzati nella competitività internazionale delle nostre imprese per le sacche di grande evasione che si annidano ovunque nel Paese e forse più in altre parti del Paese che in questa".
Il governatore attacca invece Repubblica che ha pubblicato le dichiarazioni di Daccò. "Io non ho a disposizione il materiale che ha avuto a disposizione illegalmente Repubblica - sostiene - Perché un reato c'è di certo. Il reato del materiale segreto istruttorio pubblicato. Materiale che io non conosco perché non ho commesso questo reato e quindi non posso mettermi a discutere con chi ce l'ha". Formigoni insiste: "Ho già spiegato con quale metodo faccio le vacanze da 50 anni: con un gruppo ampio e dove uno paga una cosa, uno un'altra e alla fine c'è un conguaglio". Una cosa è certa, continua Formigoni, "non è stato sperperato neppure un euro di denaro pubblico. Non c'è un euro di Regione Lombardia che è stato distratto e Daccò non ha ricevuto nessun vantaggio dal fatto di conoscermi. Ecco perchè non c'è nessuna indagine a carico di Regione Lombardia: perché non è stato commesso nessun reato. I cittadini possono stare sicuri e se qualcuno dimostrasse contrario, e non potrà, io mi assumerò le conseguenze".
Formigoni imputa quindi all'informazione in generale e a Repubblica in particolare, trascuratezza verso "veri scandali". "Le testate giornalistiche, sono distratte da quello che sta accadendo. Repubblica non ha dato nulla sullo scandalo dell'Asl di Pistoia, dove sono stati distratti 270 milioni di euro, e a Piacenza, dove sono sotto indagine sei funzionari dell'Asl per uno scandalo molto grave neanche un rigo se non nell'edizione emiliano-romagnola. Non ci sono scandali nella sanità lombarda. Il San Raffaele è un'azienda privata. Noi pagavamo le prestazioni, acquistavamo un prodotto di altissima qualità al prezzo stabilito per legge. Se poi qualcuno ha compiuto malversazioni sono compiute da privati nei confronti di un'azienda privata. La Regione non ha neanche il potere di controllare. Ci sono collegi sindacali che hanno certificato la congruità dei bilanci della Maugeri e del San Raffaele. Intervistate questi professionisti pagati fior di dobloni....".
"Non è invece reato conoscersi - ha concluso Formigoni - andare o non andare a cena con qualcuno. Daccò è una persona incensurata che lavorava all'estero, che ho conosciuto e col quale ho fatto delle vacanze. Non abbiamo mai parlato di lavoro".
"Nella società attuale - ha detto Benedetto XVI, che ha tenuto il suo discorso dopo il saluto di Salvatore Martinez il presidente del movimento Rinnovamento nello Spirito - viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l'edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa. Si comprende sempre più il valore determinante dell'affermazione di Gesù: 'Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perchè era fondata sulla roccià".
Papa Ratzinger ha invitato inoltre a formare adulti cristiani. "Adulto, cioè maturo e responsabile - ha spiegato - può essere solo colui che si fa piccolo, umile e servo davanti a Dio".
Hanno già avuto il sostegno di molte associazioni, tra cui Libera, Rete della Conoscenza, Arci, Cgil, ma il loro appello ha fatto il giro d'Italia anche via web e di ora in ora si moltiplicano le adesioni di organizzazioni di studenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni che, con i compagni di scuola di Melissa, saranno in piazza per "pretendere verità, difendere la scuola e lottare per il futuro". Oggi, per lanciare la manifestazione, dalle finestre delle scuole brindisine e di altri centri pugliesi sono stati calati striscioni con lo slogan dell'iniziativa: "io non ho paura" per ribadire "il senso di riscatto, di reazione alla paura, e di rottura del silenzio" e per far sì "che tutto questo non possa più succedere". "Non si può morire entrando a scuola - si legge nell'appello degli organizzatori -. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola in questo modo, con un atto che oltre ad essere assassino e criminale è vigliacco e vergognoso".
"Colpire la scuola - affermano ancora - vuol dire colpire il futuro di un Paese, la speranza di costruirne uno migliore. Colpire la scuola vuol dire colpire la democrazia, soprattutto in un territorio come il nostro, in cui da anni lottiamo contro le mafie e ci scontriamo contro l'assenza di lavoro, in un territorio in piena crisi ambientale". "Le scuole, soprattutto nella nostra terra - dicono ancora i ragazzi - rappresentano uno dei pochi luoghi collettivi e di partecipazione. Hanno spezzato i sogni di Melissa ma non spezzeranno mai i nostri. I sogni di Melissa diventeranno anche nostri". Per gli studenti brindisini, "la paura non può essere una risposta alla morte di Melissa, la paura non può essere uno strumento di controllo di un territorio e di un Paese stesso". "Dobbiamo scendere in piazza - prosegue l'appello - non solo per semplice solidarietà, ma perché tutta l'Italia non deve dimenticare quello che è successo, che vive dentro un contesto sociale caratterizzato da una cultura violenta e individualista, dall'assenza di politiche di tutela del territorio, dai tagli alla scuola, dalla precarietà dilagante che attanaglia le vite e il futuro della nostra generazione".
L'assassino è riuscito a fuggire ma è stato arrestato poco dopo alla periferia della città, senza che opponesse resistenza. Altre sette persone sono state ferite, tra cui una poliziotta che versa in gravi condizioni. Dalle prime indagini sembra che nel mirino ci fosse la squadra locale di baseball, l'Hyvinkaan Tahko, che aveva appena vinto una partita: il diciottenne morto e alcuni dei feriti erano infatti suoi giocatori. La polizia non ha tuttavia voluto dire se l'uomo che ha aperto il fuoco conoscesse le vittime.
L'assassino, in tuta mimetica e armato di due fucili, ha sparato alle due del mattino su alcuni avventori di bar e ristoranti di Hyvinkaa, un villaggio 56 chilometri a nord di Helsinki. Alcuni feriti sono stati ricoverati nell'ospedale locale e altri sono stati portati in strutture della capitale. L'assassino non aveva precedenti penali e non possedeva un porto d'armi.
La Finlandia non è nuova a questo tipo di folli sparatorie: dal 2000 ben 33 persone sono state uccise in incidenti a fuoco all'interno di scuole o centri commerciali. Dal 2009 è stata anche inasprita la legge sul porto d'armi, permissiva al punto da aver portato il Paese scandinavo ad avere una percentuale di persone armate tra le più alte al mondo.
In Finlandia è ancora vivo il ricordo di altre stragi: nel novembre 2007 uno studente di 18 anni uccise otto persone in un liceo vicino Helsinki e poi si tolse la vita. Nel settembre 2008 un 22enne uccise 10 persone nel villaggio di Kauhajoki prima di spararsi. Nel dicembre 2009 un uomo si suicidò dopo aver accoltellato a morte l'ex fidanzata e aver ucciso quattro persone a colpi di pistola in un centro commerciale di Espoo.
Con il governo Monti "è stato messo in pista un cammino che cerca di affrontare seriamente la situazione molto grave del nostro Paese", ora "siamo in mezzo a un guado, che si fa, si va avanti o indietro?". Ma - raccomanda il cardinale Bagnasco - "i sacrifici che ormai sono stati innescati devono portare frutti" e "chi ha maggiori responsabilità scelga logica e azione in questo movimento per superare la situazione grave che pesa sulla gente". Da valorizzare soprattutto l'imprenditoria, l'industria e tutti quei settori per cui i sacrifici portino "sviluppo" e "lavoro". Bagnasco lo ha detto in conferenza stampa rispondendo a una domanda sui temi del lavoro e della occupazione da lui affrontati nella prolusione che ha tenuto lunedì scorso, in apertura della 64.ma assemblea generale della Cei, conclusasi oggi in Vaticano. Per creare sviluppo, ha aggiunto il card. Bagnasco, serve anche "mutuo e reciproco sostegno tra finanza e impresa, lo dicono i responsabili di tutta Europa, non lo dico io".
«NON SO SE PARTECIPERO' A TODI 2»
"Non ho idea se parteciperò, non ho idea dei temi". Così il presidente della Cei ha risposto a una domanda sul prossimo incontro di associazioni cattoliche previsto in autunno a Todi, e chiamato "Todi 2" in riferimento alla analoga iniziativa dell'ottobre 2011, alla quale il cardinale ha preso parte.
"C'è bisogno - ha aggiunto - di una presenza sempre maggiore, convinta e argomentata, nell'ambito delle leggi democratiche, dei cattolici nella vita politica, per il bene comune". La Chiesa, ha ricordato, "ha sempre incoraggiato i cattolici a partecipare, non ci si può ritirare", la politica "può essere difficile, impegnativa, ma parte della vita" e ognuno deve contribuire "secondo le proprie possibilità".
ABUSI SESSUALI, LA CHIESA PRECEDE LA LEGGE IN SEVERITA'
I vescovi italiani respingono le critiche alle Linee guida anti-pedofilia, definite inadeguate perché non affermano l'obbligatorietà delle denunce degli abusi alla magistratura, seguendo in questo al Codice italiano che la prevede solo per i pubblici ufficiali. "Come è noto - ha detto Bagnasco - la Chiesa precede la legge perché i vescovi sono tenuti a intervenire non appena hanno notizia, in vista di misure preventive E precede la legge perché fissa la prescrizione a 20 anni dopo la maggiore età dell'abusato".
Per Bagnasco, inoltre, la brevità della prima parte del documento, che riafferma in pochissime righe la volontà della Chiesa di tutelare prima di tutto le vittime degli abusi, si spiega con il fatto che il documento "ha lo scopo primario di aiutare i vescovi su come intervenire a favore della verità". In proposito, il cardinale ha ricordato che il vescovo diocesano è tenuto ad intervenire "anche solo in presenza di un fumus", e questo, ha sottolineato, "non è una piccola cosa".
Certamente, ha assicurato, "l'attenzione alle vittime" è la preoccupazione centrale insieme alla prevenzione e ad indicazioni per un'adeguata formazione dei futuri sacerdoti". "Tutte queste cose - ha concluso - sono ricordate nelle Linee guida che hanno avuto un iter complesso: sono passate per l'approvazione della Santa Sede, che aveva chiesto di redigerle alle Conferenze Episcopali proprio per i contestualizzare le precise indicazioni generali, che vanno comunque seguite, nelle situazioni dei diversi Paesi. E ci sono stati poi vari passaggi al Consiglio Episcopale Permanente che le ha infine votate".
NON ENFATIZZARE IL MALE, CONVERTIRSI COME CHIEDE IL PAPA
Il tema della trasparenza nella finanza e delle recenti vicende dello Ior è riemerso a più riprese nella conferenza stampa che il card. Bagnasco ha tenuto a conclusione dei lavori della 64.ma assemblea generale della Cei, conclusasi oggi in Vaticano.
"La finanza, come insegna la dottrina sociale della Chiesa - ha commentato il porporato - è un elemento del vivere sociale, ma deve essere in rapporto equilibrato alla economia, alla industria, ci deve essere armonia, altrimenti nascono i mostri".
Il presidente dei vescovi è stato anche interpellato, in quanto vescovo, su come risponda alle domande e allo sconcerto dei fedeli di fronte alle "tensioni" nella Chiesa e tra i cardinali, e di fronte alla vicenda dello Ior nel suo complesso. Il card. ha risposto richiamando quanto ha detto il Papa nel pranzo di lunedì scorso con il collegio cardinalizio, quando il Pontefice ha commentato che "è bello avere buoni amici" e ha detto di sentirsi "tra amici". "Il male nelle sue diverse forme - ha aggiunto il presidente della Cei - è presente in tutti, il Papa stesso ce lo dice e ce lo ha detto in tutti questi anni, è una realtà molto concreta che tocca tutti e anche la Chiesa". Per questo il Papa chiama "all'Anno della fede e alla conversione".
"Nello stesso tempo - ha raccomandato l'arcivescovo di Genova - dobbiamo stare attenti a non enfatizzare, a non costruire, come a volte accade, le cose, vedendo quello che a volte c'è e a volte non c'è: non dobbiamo occultare il male che c'è - ha precisato - ma anche non eccedere o enfatizzare qualche volta, non dobbiamo vedere solo il male senza il bene che pure c'è". Questo atteggiamento, ha sottolineato il presidente della Cei, ''vale sempre, nei rapporti di lavoro, nel quotidiano, e vale" per "chi riveste ruoli di responsabilità". "Il male è nella Chiesa ed è in noi - ha aggiunto - ma la conversione è possibile e il Papa ci chiama alla santità, restiamo vigilanti, non diamo per scontato nulla" perché "non sono le strutture che salvano, è la grazia che salva, visto che le strutture le facciamo noi uomini".
8 PER MILLE, AUMENTO FIRME E CIFRA FINALE
Gli ultimi dati sull'otto per mille destinato dai contribuenti alla Chiesa cattolica registrano "un aumento delle firme" e un incremento "della cifra finale". Lo ha anticipato ai giornalisti il card. Angelo Bagnasco illustrando i lavori della 64.ma assemblea generale della Cei che si è conclusa oggi in Vaticano.
Il presidente dei vescovi ha aggiunto che la Chiesa ha "aumentato di 20 milioni" le voci destinate alla carità,
"per ovvii motivi", data la crisi.
VATILEAKS, ACCUSE BOFFO A VIAN: OGNUNO È RESPONSABILE DI QUELLO CHE DICE
"Ognuno è responsabile di quello che dice, se c'è qualcosa da chiedere di ulteriore bisognerà farlo, con l'uno o con l'altro". Così il card. Angelo Bagnasco ha risposto a una domanda sulle "gravi accuse rivolte dal direttore della tv dei vescovi" Dino Boffo al direttore dell'Osservatore romano Giovanni Maria Vian, e contenute in uno degli appunti e lettere riservate filtrati dal Vaticano e pubblicati dal giornalista Nuzzi nel suo libro.
MARCIA PER LA VITA E INIZIATIVE MPV NON IN CONTRASTO
I vescovi italiani hanno visto con favore la Marcia per la vita che si è tenuta a Roma lo scorso 13 maggio ma non per questo considerano di minore rilievo le iniziative di associazioni tradizionalmente vicine alla Chiesa come il Movimento per la Vita. Lo ha precisato il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che ha incontrato i giornalisti a conclusione dell'Assemblea generale tenuta in Vaticano. "Non si può escludere nulla di ciò che è buono. Non si sposa l'una o l'altra, tutto ciò che è buono può essere abbracciato senza escludere", ha spiegato.
ABUSI SESSUALI: LA CHIESA VUOLE PRECEDERE LA LEGGE
I vescovi italiani respingono le critiche alle Linee guida anti-pedofilia, definite inadeguate perché non affermano l'obbligatorietà delle denunce degli abusi alla magistratura, seguendo in questo al Codice italiano che la prevede solo per i pubblici ufficiali. "Come è noto - ha detto il presidente della Cei, Angelo Bagnasco nella conferenza stampa di oggi - la Chiesa precede la legge perché i vescovi sono tenuti a intervenire non appena hanno notizia, in vista di misure preventive. E precede la legge perché fissa la prescrizione a 20 anni dopo la maggiore età dell'abusato".
Per Bagnasco, inoltre, la brevità della prima parte del documento, che riafferma in pochissime righe la
volontà della Chiesa di tutelare prima di tutto le vittime degli abusi, si spiega con il fatto che il documento "ha lo scopo primario di aiutare i vescovi su come intervenire a favore della verità". In proposito, il cardinale ha ricordato che il vescovo diocesano è tenuto ad intervenire "anche solo in presenza di un fumus", e questo, ha sottolineato, "non è una piccola cosa".
Certamente, ha assicurato, "l'attenzione alle vittime" è la preoccupazione centrale insieme alla prevenzione e ad indicazioni per un'adeguata formazione dei futuri sacerdoti". "Tutte queste cose - ha concluso - sono ricordate nelle Linee guida che hanno avuto un iter complesso: sono passate per l'approvazione della Santa Sede, che aveva chiesto di redigerle alle Conferenze Episcopali proprio per i contestualizzare le precise indicazioni generali, che vanno comunque seguite, nelle situazioni dei diversi Paesi. E ci sono stati poi vari passaggi al Consiglio Episcopale Permanente che le ha infine votate".
Davanti alla Corte, presieduta dai giudici dell’Eulex, la missione della Eu per la ricostruzione dello stato di diritto del Kosovo, sfilano politici, medici, uomini fedeli al primo ministro Hashim Thaçi accusati di aver gestito, fino al 2008, un traffico di organi di portata internazionale che aveva il suo epicentro nella Clinica Medicus, una casa di cura privata alle porte di Pristina aperta nel 2000.
Secondo la tesi accusatoria, trenta sono le vittime. Persone definite dai magistrati come "vulnerabili", donatori intercettati nei sobborghi più poveri di Istanbul e di Mosca, della Moldavia e del Kazakhstan, convinti a vendere un proprio rene per 15mila euro. Dall’altra parte, i compratori erano pazienti canadesi, tedeschi, israeliani, polacchi, malati cronici pronti a pagare fino a 100mila euro in cambio di un trapianto rapido.
Per il Kosovo è un brutto incubo. Perché il processo sta riportando all’attenzione di tutti i Balcani, Serbia in testa, un’altra orribile vicenda più vecchia di qualche anno, su cui in molti hanno tentato di far calare una cortina di silenzio lungo gli anni 2000. Parliamo del traffico d’organi della "Casa gialla". Così chiamato perché, spiegano i magistrati, avrebbe avuto come base un vecchio casolare nel Nord dell’Albania, nella campagna di Burrel, verniciato di giallo.
Qui, tra il 1999 e il 2000, c’è il sospetto che sia stato eseguito un numero imprecisato di asportazioni d’organi sui cadaveri di prigionieri serbi, uccisi con un colpo in testa. Un traffico che sarebbe stato gestito dal Gruppo di Drenica, ovvero dalla falange dell’esercito di liberazione allora guidata dall’attuale primo ministro kosovaro Thaçi e formata da altre personalità che, dismessi i panni di guerriglieri per l’indipendenza, dopo il 1999 sono entrate a far parte dei quadri dirigenziali nazionali: come ministri, parlamentari, prestigiosi professionisti.
C’è una scia di sangue che sembra collegare le due storie. Punti in comune, personaggi che ritornano a distanza di tempo. A individuarli è stato il senatore svizzero e membro del Consiglio d’Europa Dick Marty che, nel 2010, ha presentato un rapporto sul traffico d’organi illegale che si è sviluppato tra Kosovo e Albania, al termine della guerra con la Serbia nel 1999. Marty scrive che esistono «un numero di credibili e convergenti indicazioni che mostrano come le componenti del traffico di organi post conflitto descritte siano strettamente legate al caso della clinica Medicus» e che compaiono «personalità kosovare-albanesi e internazionali di spicco, che si distinguono come cospiratori in entrambi i casi».
Proprio sulla base di queste dichiarazioni, il senatore è stato chiamato a testimoniare il 18 giugno al processo per la Clinica Medicus. La sua testimonianza potrebbe aggravare lo scandalo e rendere ancora più impresentabile il profilo politico di tanta parte dell’establishment kosovaro.
Gli imputati del processo in corso a Pristina sono personalità legate a doppio filo ad Hashim Thaçi. Il docente universitario Lutfi Dervishi, proprietario della clinica e accusato di essere il perno della presunta rete criminale, è un urologo legato da forte e ben nota amicizia con il premier kosovaro. Imputato è anche l’ex segretario permanente del ministero della Salute, Ilir Rrecaj, per aver falsificato le licenze della Medicus. E Driton Jilta, un ex ufficiale della missione Ocse, per traffico d’esseri umani e esercizio illegale della professione medica.
Su richiesta della Corte di Pristina, vi sono anche due ricercati dall’Interpol. Moshe Harel, il "mediatore" turco-israeliano, che avrebbe trovato, tra la Russia, la Moldavia, la Turchia e il Kazakhstan, i donatori d’organi. E poi il medico turco Yusuf Sonmez, figura di fame internazionale al centro da 15 anni di una serie di scandali legati ai trapianti d’organi, noto sulla stampa turca con il nome di «Dottor Vampiro».
Per capire quali siano le attinenze fra le vicende della Clinica Medicus e della Casa Gialla, bisognerà attendere la deposizione di Dick Marty. Il Guardian ha intanto pubblicato indiscrezioni raccolte da fonti vicine al governo kosovaro secondo cui i personaggi che ritornano in entrambe le inchieste sarebbero Shaip Muja, politico locale, e il chirurgo turco Yusuf Sonmez. Shaip Muja attualmente è parlamentare del Pdk ed è consigliere di Thaçi.
Durante la guerra, Muja era membro del gruppo di Drenica. Copriva, da Tirana, la carica di Comandante della sanità nell’Uck e amministrava i milioni di dollari che arrivavano da tutto il mondo in favore della causa kosovara. Nel rapporto Marty, Shaip Muja è menzionato come figura cardine al centro di una rete d’attività illecite, fatta di "traffico d’esseri umani e attività di "mediazione" per interventi chirurgici illeciti e altri crimini. Secondo la fonte del <+corsivo>Guardian<+tondo>, è stato Muja a entrare in affari con Sonmez durante la guerra in Kosovo, grazie ai suoi viaggi a Istanbul. Anni dopo Muja ha avuto anche un ruolo nell’apertura della clinica Medicus.
SONO 7MILA GLI SFOLLATI E 20 INDAGATI
Primi indagati per il crollo dei capannoni, causato dal terremoto, che domenica mattina ha ucciso quattro operai in Emilia. Una ventina di persone, tra legali rappresentanti delle aziende coinvolte, tecnici e progettisti, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Ferrara. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Un atto dovuto, per consentire il proseguimento degli accertamenti, mentre la terra continua a tremare. Anche ieri le scosse, alcune di forte intensità, hanno seminato il panico nei centri già colpiti dal sisma, in provincia di Modena e Ferrara. La 'psicosi' da terremoto tiene i cittadini lontani dalle case, anche quelle già dichiarate agibili dai vigili del fuoco, e così il numero degli sfollati è salito ancora. A cinque giorni dal sisma sono infatti quasi settemila le persone sparse tra i 12 campi d'accoglienza allestiti o le 46 strutture al coperto - palestre o edifici comunali - e i 14 alberghi che danno ospitalità ai terremotati. Li assistono 1.200 volontari della Protezione Civile, che intanto sta definendo con le autorità locali e le forze dell'ordine un piano per i primi interventi, quelli cioé in grado di garantire la pubblica incolumità e il rapido svolgimento delle operazioni di soccorso. "L'obiettivo è quello di accelerare la ricostruzione. Dobbiamo dare la speranza ai cittadini, alle imprese e ai lavoratori che vogliamo anticipare la ripartenza", afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che ieri pomeriggio ha riunito in Regione le forze sociali e imprenditoriali - 5 mila le persone rimaste senza lavoro - per fare il punto sui danni subiti. "Il continuare dello sciame sismico produce una situazione di tensione permanente", aggiunge Errani, ribadendo che questa deve essere considerata "un'emergenza nazionale" e che "occorre l'impegno solidale di tutto il Paese". Il governo ha stanziato, con il decreto che ha proclamato l'emergenza nazionale, i primi 50 milioni di euro e altre risorse arriveranno grazie al taglio dei rimborsi elettorali ai partiti, come prevede un emendamento approvato ieri dalla Camera. Le banche, invece, hanno messo a disposizione un plafond di 800 milioni di euro, tra finanziamenti a tassi agevolati e una moratoria sulle rate dei mutui. Ed è probabile che arriveranno altri aiuti per far fronte ai danni di un terremoto che - dicono gli esperti in base alle rilevazioni satellitari - ha sollevato di 15 centimetri quell'area della Pianura Padana. Una forza pari a quella del sisma che ha distrutto l'Aquila. Non a caso la scossa delle 4.04 di domenica mattina ha distrutto torri, castelli e chiese, cancellando in pochi secondi un patrimonio culturale che era stato conservato nei secoli. E da cui ancora emergono nuove ferite nascoste. Come le crepe che ieri hanno spinto il sindaco di Sant'Agostino, Fabrizio Toselli, a ordinare l'evacuazione di un centinaio di persone dalle loro abitazioni di San Carlo. Oppure quelle che tengono ancora chiusa la parte centrale degli uffici della Procura di Ferrara. Gli stessi che indagano sul cedimento dei capannoni alla Tecopress, alla Sant'Agostino Ceramiche e alla Ursa di Bondeno che hanno provocato in tutto quattro delle sette vittime del terremoto. Operai al lavoro, uccisi mentre stavano terminando il turno di notte. I primi funerali si svolgeranno oggi.
L'anno successivo ha partecipato per la prima volta a una gara di spelling. Martedì affronterà 277 avversari, la maggior parte dei
quali ha il doppio della sua età. "Faccio quello che posso, potrò sempre tornare l'anno prossimo", ha commentato Lori Anne, già vincitrice della sfida nella contea Prince William in Virginia grazie al corretto spelling della parola "vaqueros" (cowboy, in inglese). "Alla sua età è impossibile forzarla a fare qualcosa", ha spiegato Sorina Vlaicu Madison, madre della piccola, sottolineando la naturale abilità che la figlia possiede nell'uso del linguaggio. "Discutere con lei è come difendersi davanti alla Corte suprema", ha scherzato Sorina
raccontando del linguaggio forbito che Lori Anne possiede grazie alla sua passione per la lettura. "Non è vero che lo spelling è soltanto una questione di memoria: Lori Anne è una bambina prodigio tanto quanto lo sono i piccoli pianisti e violinisti della sua età", ha sottolineato Marcia Invernizzi, ricercatrice della University of Virginia, spiegando che i bambini che sanno distinguersi nello spelling hanno la capacità di
"imparare a scomporre le parole e analizzare in che modo le loro parti possono essere inserite negli schemi della lingua inglese". I genitori di Lori Anne hanno deciso di farla studiare in casa dopo che le maestre della sua scuola privata hanno raccontato che la piccola in classe era spesso annoiata.
Durante la discussione delle riforme, che sta avvenendo con "una buona ragionevolezza dell'altra parte, è incominciato a venire il desiderio - ha spiegato Berlusconi - di approfondire quello che da trent'anni si è portato sui tavoli tutte le volte che si è trattato di parlare della riforma della Costituzione e cioè la possibilità che siano i cittadini stessi a decidere con il voto direttamente il Presidente della Repubblica".
"Qualche giorno fa si è votato in Francia, si è votato in Grecia e ci siamo domandati: vogliamo continuare ad essere nella situazione di Atene, praticamente ingovernabile, o nella situazione di Parigi, in cui in pochi giorni i cittadini che hanno eletto un presidente lo hanno visto formare un nuovo governo, recarsi in Europa per discutere con l'Unione europea e con la signora Merkel dei problemi attuali; lo hanno visto andare a rappresentare la Francia nel G8 con il più importante presidente del mondo, Barack Obama? Oppure vogliamo essere piuttosto Atene - ha proseguito l'ex premier - che è in una situazione di assoluta ingovernabilità e che deve far ritornare i suoi cittadini al voto?"
"La risposta è ovvia. Ci siamo detti, perché non profittare di queste tre fortunate coincidenze; la prossimità della fine della legislatura; la scadenza del mandato di un eccellente Presidente della Repubblica, per non cambiare il sistema di elezione del Presidente della Repubblica in corso di un mandato; il fatto che l'Aula del Senato comincerà a discutere della riforma della Costituzione, per poter arrivare prima della fine della legislatura ad un cambiamento della Costituzione con questa innovazione".
La proposta presentata dal Pdl, spiega ancora Berlusconi, "darebbe al Paese e ai cittadini la possibilità di
decidere direttamente, attraverso elezioni primarie sulla scelta del presidente da sottoporre al voto, magari con elezioni primarie decidere sui contenuti del programma, e portare veramente fuori il nostro Paese dalle secche di una impossibilità a governare con efficacia e con immediatezza una situazione di grave difficoltà e di profonda crisi".
Il prefetto di Roma Pecoraro si è intanto dimesso dall'incarico di commissario per l'emergenza rifiuti a Roma, dopo le polemiche sulla scelta di Corcolle per la nuova discarica. Il Consiglio dei ministri ha nominato al suo posto il prefetto Goffredo Sottile, sottolineando 'l'estrema urgenza di individuare il sito della discaricà e criticando la 'responsabilità cronica delle amministrazioni competentì sul tema rifiuti. Sottile sarà affiancato da un esperto del ministero dell'Ambiente e uno dei Beni culturali. Esultano gli ambientalisti ed i comitati locali.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del 160° anniversario della fondazione del Corpo, ha espresso in un messaggio "alle donne e agli uomini della Polizia di Stato il ringraziamento di tutto il Paese per il quotidiano impegno a tutela della legalità e dell'ordine pubblico, per garantire la sicurezza dei cittadini e il libero esercizio dei loro diritti. "Anche quest'anno - afferma il Capo dello Stato - nel ricordare le vittime del terrorismo, è stato sottolineato l'altissimo tributo di sangue versato dalle Forze dell'ordine. La memoria di quei caduti in difesa della democrazia, insieme con il richiamo alla determinazione e al coraggio di altri servitori dello Stato e di appartenenti alle istituzioni e alla società civile che hanno difeso la Repubblica da pericolose derive, sia monito a mantenere alto il livello di attenzione rispetto a pericolose forme di violenza destinate a sfociare in atti di terrorismo. Gli eccellenti risultati conseguiti dalla Polizia di Stato nella lotta alla criminalità organizzata ed il costante impegno per la sicurezza delle città, anche attraverso le sue articolazioni specialistiche e con sempre nuovi sistemi di indagine e controllo del territorio, hanno concorso ad accrescere la fiducia dei cittadini nei suoi confronti. Inoltre la specifica attività di contrasto dei fenomeni di violenza alle donne ed ai minori e le ricorrenti prove di vicinanza alle popolazioni colpite da eventi calamitosi, così come l'impegno a fronteggiare l'immigrazione clandestina non disgiunto da quello nel soccorso di migranti che raggiungono le nostre coste, testimoniano una peculiare vocazione al servizio, nella quale rifulgono i valori più autentici di una forza di Polizia nata dal Risorgimento, capace di accompagnare il Paese in tutta la sua storia e di porsi al servizio della Costituzione repubblicana".
"La Polizia di Stato è stata chiamata ad affrontare con coraggio e senso di responsabilità anche vicende spinose, esprimendo una forte capacità di innovare i metodi operativi attraverso una costante attenzione all'addestramento, potenziato anche con iniziative di formazione integrata con le altre Forze dell'ordine e le polizie locali, così da poter gestire con il necessario coordinamento ed in modo più efficace e flessibile situazioni di ordine pubblico e di tensione sociale. Nel rendere omaggio a tutti coloro che hanno portato all'estremo sacrificio della vita l'attaccamento al dovere e lo spirito di appartenenza all'istituzione, rinnovo ai familiari la solidale vicinanza dell'intera Nazione. Con questi sentimenti esprimo apprezzamento e augurio a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato ed ai loro familiari che ne condividono rischi e sacrifici", conclude.
MANGANELLI: FAI VERO TERRORISMO CHE PUO' OFFENDERE PAESE
"La minaccia anarcoinsurrezionalista é assolutamente da non sottovalutare. Oggi è il vero terrorismo che può offendere il Paese". Lo afferma il capo della Polizia, Antonio Manganelli, prima della Festa per i 160 anni della Fondazione della Polizia. "La gestione mediatica" delle indagini su Brindisi "ha lasciato molto a desiderare. Anticipare le indagini sui giornali passo dopo passo non fa bene". Afferma Manganelli. "Falcone e Borsellino sono due grandi eroi degli ultimi venti anni. Concordo con Monti: 'Bisogna cercare la verita' fino in fondò, e per questo ci siamo messi in discussione".
CANCELLIERI: MAI PIU' TOLLERATE LOGICHE TERRORE
"Mai più verranno tollerate le logiche dell'intimidazione e del terrore". Lo dice il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, nel discorso alla festa della Polizia. "Siamo tutti chiamati a tenere alta la guardia - aggiunge - contro le derive violente, ponendo a presidio dei valori costituzionali una unità di intenti". "Combattete la logica della paura e del guadagno facile con i valori della legalità e del rispetto delle regole". "Abbiate fiducia in voi stessi nelle istituzioni dello Stato e nei principi fondamentali della democrazia", ha aggiunto il ministro.
Mangiarotti è morto questa notte. Pluricampione italiano della scherma è scomparso all'età di 93 anni. Due volte portabandiera alle Olimpiadi, vincitore di 13 medaglie: sei ori, cinque argenti e due bronzi.
La sua mossa anticipa quanto annunciato in una dichiarazione rilasciata in serata dalla Sala Stampa vaticana, in cui si informa che domani si riunirà la Commissione cardinalizia di nomina pontificia «per trarre le conseguenze della delibera del Consiglio e decidere i passi più opportuni». È la Commissione cardinalizia infatti (presieduta dal segretario di Stato Tarcisio Bertone e composta anche dai porporati Telesphore Toppo, Odilo Pedro Scherer, Jean-Louis Tauran e Attilio Nicora) ad avere secondo l’articolo 8 dello Statuto del 1990 il potere di nominare e revocare i membri, laici, del Consiglio di sovrintendenza.
Di questo Consiglio oltre a Gotti fanno parte Ronaldo Hermann Schmitz (vice-presidente), Carl Albert Anderson, Manuel Soto Serrano e Antonio Maria Marocco (che nel gennaio 2011 è subentrato a Giovanni De Censi). Gotti Tedeschi negli anni del suo mandato aveva fatto proprio l’impegno per la crescita, nella trasparenza secondo standard internazionali, dell’Istituto, che ha come scopo quello di «provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili ed immobili trasferiti o affidati all’Istituto medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinate ad opere di religione o di carità».
Secondo la Nota diffusa dalla Sala Stampa vaticana, il voto unanime di sfiducia dei suoi colleghi lo ha ricevuto «per non aver svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio». Il Consiglio si impegna ora a cercare «un nuovo ed eccellente presidente che aiuterà l’Istituto a ripristinare efficaci e ampie relazioni fra l’Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standard bancari internazionalmente accettati».
"Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati relativamente alla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici", ha detto il ministro parlando parlando a un incontro con gli studenti della facoltà di economia a Torino.
Il 3 maggio scorso il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha raggiunto un accordo con i sindacati su uno schema di delega per il lavoro pubblico che modifica anche la cornice normativa sui licenziamenti disciplinari.
"Quello dei dipendenti pubblici non è un mercato e la riforma è del mercato del lavoro, perché ci sono regole diverse. Con Patroni Griffi siamo in contatto e stiamo lavorando insieme, non vogliamo che ci siano difformità di trattamento tra pubblico e privato. Non è possibile che diciamo certe cose sul privato e non le applichiamo sul pubblico", ha aggiunto il ministro.



















